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Filippine, nuovo bilancio: sono 1500 le vittime del tifone Fengshen Giugno 27, 2008

Archiviato in: free news — tousata @ 10:01 am
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Nonostante le speranze di ritrovare sopravvissuti diventino sempre più esili un centinaio di sommozzatori sono al lavoro attorno allo scafo del traghetto ‘Princess of the Stars’, rovesciatosi sabato scorso nella provincia filippina di Romblon mentre infuriava il tifone Fengshen. Finora, riferisce l’agenzia Misna citando la stampa locale, solo 56 delle 862 persone a bordo dell’imbarcazione (tra passeggeri e uomini d’equipaggio) sono sopravvissute in quello che ormai è considerato il più grave incidente della storia della marina civile delle Filippine.

Con le 124 vittime del traghetto di cui finora sono stati ritrovati i corpi (alcuni estratti dal battello che giace ancora rovesciato a largo della costa filippina, altri trasportati dalle correnti anche a decine di chilometri di distanza) il bilancio sale a oltre 1.500 tra morti e dispersi. In altre parti del Paese, il tifone ha provocato 498 morti e 263 dispersi. Ferite anche 166 persone, decine di migliaia sfollate, in totale circa 300mila persone coinvolte. Colpita dalle inondazioni seguite al passaggio di «Fengshen» soprattutto la provincia di Iloilo.

Intanto, anche la stampa locale ormai dedica gran parte della propria attenzione al caso del battello rovesciato, su cui è stata aperta un’inchiesta iniziata che vede coinvolti oltre ai responsabili della società proprietaria dell’imbarcazione (la Sulpicio) anche funzionari della Guardia Costiera, dei porti della zona e del servizio meteorologico nazionale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76613

 

Era tutta una fiction Giugno 26, 2008

Archiviato in: free news — tousata @ 1:44 pm
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Bisogna essere molto grati a Berlusconi per le ultime iniziative che ha preso – dal problema delle intercettazioni telefoniche alla ripresa del «lodo Schifani», fino alla questione «giudiziaria». Ha costretto tutti noi a fare i conti con la realtà e a misurarci con l’asprezza dei problemi concreti, costringendoci a uscire da una rappresentazione tutta ideologica della situazione italiana che ha pesato nelle iniziative del Pd e nella perdita di consenso intorno alle sue proposte, come si è visto dai gravi risultati delle elezioni siciliane. Non che Berlusconi avesse celato le sue intenzioni più profonde, come era apparso chiaro già nella fase di costituzione del Governo: sulla questione del ministero della Giustizia non aveva voluto sentire ragioni scegliendo un suo collaboratore diretto, preferendolo perfino a un personaggio come Marcello Pera che per quel Ministero non gli è apparso affidabile. Né questo sorprende se si pensa alle iniziative che aveva in mente di prendere e alla durezza con cui sta cercando di imporle, oltre che ai suoi stessi alleati, alle più alte cariche della Repubblica. Ora tutto è più chiaro: sta terminando quella sorta di political reality che ci è stato inflitto dopo la vittoria della destra alle ultime elezioni. Quante volte abbiamo sentito dire che Berlusconi era cambiato, che era diventato finalmente uno statista, che non avrebbe più sovrapposto i suoi interessi personali a quelli pubblici e statali, che avrebbe saputo stabilire un rapporto positivo con gli altri poteri dello Stato ed anche con l’opposizione: come se d’improvviso ci fosse stata una metanoia, una conversione e Berlusconi fosse stato illuminato sulla via di Damasco convertendosi ai principi di una moderna democrazia occidentale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76420