Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa e il suo corpo, rinchiuso dentro un sacco, sarebbe stato gettato in una betoniera a Torvaianica. L’omicidio Orlandi rimane una delle pagine scure della nostra storia. Quella che all’inizio poteva sembrare la ‘normale’ sparizione di un’adolescente, divenne presto uno dei casi più oscuri della storia italiana che coinvolse Vaticano, Istituto per le Opere di Religione (IOR), Banda della Magliana, Banco Ambrosiano e servizi segreti di diversi Stati, in un intreccio che non è ancora stato districato. Emanuela scomparve in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 all’età di 15 anni. Sembra però essere arrivati ad un indizio importante. La recente rivelazione sul corpo della Orlandi è della donna che ebbe una relazione con il boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, detto Renatino, e che è stata sentita nelle scorse settimane, alla presenza dei funzionari della squadra mobile, dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dai pm Andrea De Gasperis e Simona Maisto, titolari dell’inchiesta sulla scomparsa della ragazza. «Renato mi portò a pranzo in un ristorante a Torvaianica, da “Pippo l’Abruzzese” – racconta -. Lui aveva un appuntamento con questo Sergio (che, a suo dire, faceva da autista a Renato). «C’era un cantiere lì vicino, come dire, una cosa in costruzione. Noi riprendemmo tranquillamente la macchina e pensavo di dirigermi verso Roma». «Lui mi disse, “gira qui, vai li”, e andammo in questo cantiere.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76537